Cooperazione internazionale, progetti sociali, non violenza e autoconoscenza
 
Associazione Umanista
 

Per tutti coloro che hanno il coraggio e la forza di cambiare il mondo

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FREEDOM FOREVER

L’Associazione umanista Freedom Forever nasce da un gruppo di persone che hanno maturato un’esperienza di dieci anni nel campo del volontariato sociale, 6 di questi dedicati ai progetti di cooperazione internazionale con il Kenya.

Freedonm Forever è un’ associazione che si riconosce pienamente nelle idee del nuovo umanesimo, la cui espressione sociale è il Movimento Umanista.

Crediamo ad un volontariato non pietista, ma auto organizzato, non basato sulla carità, ma sul cambiamento globale, perché crediamo che , dietro un bambino orfano del terzo mondo, dietro alla solitudine, allo sconforto e alla perdita di senso in Occidente, ci sono responsabilità ben precise di un gruppo di persone che, oggi, possiede le leve del potere economico (il sistema bancario, le multinazionali e il Fondo Monetario Internazionale), dei mass - media e politico (partiti traditori e partiti xenofobi). Se non si prende coscienza che stiamo vivendo in un mondo in cui l’essere umano non è più il valore centrale, in cui il non senso è ormai una normalità, adottare un bambino o partecipare in modo estemporaneo e superficiale a qualche spicchio di volontariato, non serve a nulla. Serve il volontariato che metta in discussione un modello di vita e di credenze di quest’epoca. Ecco perchè, Freedon Forever, si ispira alle idee del Movimento Umanista, essenzialmente perchè la sua opera ultima è il cambiamento sociale e personale del mondo, per preparare il terreno alle nuove generazioni che, quel cambiamento, attueranno.

Inquadramento sulla cooperazione internazionale

L’Africa non è un continente povero, ma è un continente sfruttato, maltrattato e tradito. E’ un continente in cui multinazionali di ogni tipo hanno, e stanno continuando a fare, abusi che ledono dignità, integrità ed economia di quei popoli. E’ forse comodo pensare all’Africa come ad un simbolo di povertà assoluta, non tenendo in considerazione le gravissime responsabilità del modello economico globalizzato occidentale che miete vittime e sopprime, con la sua violenza, ogni aspirazione di libertà.

Diciamo questo perchè abbiamo visto, sentito e saputo, negli anni di attività in Kenya, cose che hanno fatto mettere in discussione il nostro modello di vita, il modello del Nord del mondo. Per queste ragioni il volontariato che portiamo avanti non è quello della carità, ma della reciprocità che lavora, ogni giorno, per il cambiamento sociale e personale, per mezzo della non violenza come metodologia d’azione.

Partecipare con noi significa partecipare ad un cambiamento. Ogni atto in questa direzione aiuterà altri a mettersi in moto sin da subito

Non solo Africa

Un’azione che voglia puntare ad un cambiamento sociale e personale del mondo non può comprendere un’attività soltanto nel campo della cooperazione internazionale, ma un radicamento nelle varie città di appartenenza sul territorio. Per questa ragione Freedom Forever porta avanti progetti di volontariato sociale a livello di quartieri, come corsi di formazione alla non violenza, rete di reciprocità, petizioni popolari, corsi di lingue, cineforum, progetti a favore di anziani e giovani, campagne contro lo sfruttamento da parte del potere bancario e delle multinazionali e promozione e partecipazione a campagne contro la guerra, per la promozione della pace e riconciliazione internazionale.

Inquadramento di Freedom Forever

Mettono l'essere umano come valore centrale e proclamano: "Niente al di sopra dell'essere umano e nessun essere umano al di sotto di un altro".

1. Non si ispirano a teorie fantasiose su Dio, o sulla Natura, la Società, la Storia. Inoltre, pensano che il denaro non è tutto.

2. Sono ottimisti e pensano all'avvenire.

3. Per quanto riguarda il futuro, non sono né ingenui, né catastrofici. Tantomeno conservatori.

4. Credono nella libertà e nel senso della vita.

5. Non credono che tutto sia predeterminato né che la vita sia assurda.

6. Lottano per superare la crisi generale e lo fanno in diversi fronti, ad es. lavorativo, abitativo, sindacale, politico e culturale.

7. Non credono che bisogna rassegnarsi davanti allo stato delle cose.

8. Agiscono in solidarietà con le minoranze, i discriminati, gli oppressi e i bisognosi.

9. Rifiutano il distacco e l'indifferenza crescente verso gli altri.

10. Sono internazionalisti e aspirano ad una nazione umana universale.

11. Ripudiano la chiusura e il nazionalismo a oltranza.

12. Hanno una visione globale del mondo, ma portano avanti la loro azione per la trasformazione negli ambiti quotidiani. Collegano la loro vita personale con quella sociale e in ciò risiede la loro coerenza.

13. Non propongono false antinomie tra vita personale e impegno sociale.

14. Desiderano un mondo multiforme nelle etnie, nelle lingue, nei costumi; nei luoghi, nelle regioni; nelle idee, nelle aspirazioni; nelle credenze, nell'ateismo, nella religiosità; nel lavoro; nella creatività.

15. Non desiderano un mondo uniforme dove la diversità risulti discriminata.

16. Promuovono delle trasformazioni radicali delle strutture che danno origine ai problemi sociali.

17. Non sottolineano gli aspetti secondari della situazione attuale, occultando di conseguenza le questioni di fondo.

18. Propongono la trasformazione di fondo dell'assurdo rapporto tra i fattori della produzione, cioé capitale e lavoro. Inoltre, la compartecipazione di questi nella gestione e nella direzione dell'azienda.

19. Denunciano la speculazione immorale del capitale finanziario internazionale.

20. Agiscono in accordo con ciò che ritengono più giusto e favoriscono le trasformazioni che credono possibili e adatte all'epoca.

21. Non vogliono padroni, dirigenti né capi, e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno.

22. Propongono una organizzazione politica e amministrativa decentralizzata e federativa.

23. Non vogliono uno Stato centralizzato né uno Stato parallelo che lo rimpiazzi.

24. Aspirano a una democrazia reale tramite consultazioni dirette, referendum, elezioni dirette, piena capacità di eleggere e di essere eletti, leggi sulla responsabilità politica, ecc.

25. Rifiutano la democrazia formale in cui i vertici, separati dalle necessità dei cittadini, agiscono secondo interessi estranei al mandato ricevuto.

26. Appoggiano le minoranze chiedendo la garanzia di una rappresentatività adeguata, e l'adozione di tutte le misure che ne favoriscano nella pratica l'inserimento e lo sviluppo.

27. Lottano contro il neoirrazionalismo (razzismi, fondamentalismi, fanatismi, neofascismi e la xenofobia).

28. Immaginano una società flessibile ed in costante cambiamento in accordo con le necessità dinamiche dei popoli.

29. Considerano che il rifiuto a cambiare e il ritorno al passato costituiscono atteggiamenti antistorici.

30. Davanti alla violenza, non sono codardi e non hanno paura di affrontarla, utilizzando la non-violenza attiva come metodologia di azione.

31. Gli ripugna qualsiasi forma di discriminazione e di violenza fisica, economica, razziale, religiosa, sessuale, ideologica.

Definiscono chiaramente l'Umanesimo cosciente nella teoria e nella prassi, sottolineando le differenze con l'Umanitarismo.

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